Il comando mkdir (acronimo di “make directory”) è un’utilità standard dei sistemi Unix e Unix-like, introdotta nelle prime versioni di Unix nel 1969 per permettere la creazione di nuove directory nel filesystem. Il suo nome deriva direttamente dalla funzione che esegue: creare nuovi contenitori organizzativi per i file, operando come un programma esterno che invoca la system call mkdir() del kernel per allocare la nuova struttura nella gerarchia delle cartelle.

Le opzioni e le modalità d’uso più comuni includono:

  • mkdir [nome_directory]: crea una singola directory con il nome specificato nella posizione corrente.
  • -p (parents): opzione fondamentale che permette di creare un’intera gerarchia di directory annidate in un solo comando (es. mkdir -p progetti/2026/report), creando automaticamente anche le cartelle intermedie se non esistono e non generando errore se la directory è già presente.
  • -m (mode): consente di impostare direttamente i permessi di accesso della nuova directory al momento della creazione (es. mkdir -m 755 nuova_cartella), evitando di dover usare successivamente il comando chmod.
  • -v (verbose): mostra un messaggio di conferma per ogni directory creata, utile per verificare l’esito dell’operazione quando si creano più cartelle contemporaneamente.

Un utilizzo tipico e potente combina spesso l’opzione -p per creare strutture complesse, come mkdir -p backup/giornaliero/documenti, che garantisce la creazione dell’intero percorso in un’unica istruzione, indipendentemente dallo stato precedente delle cartelle genitore.